Chi Sei? Cosa Fai? 1 Fiorino! Oggi Vi Presentiamo…

Interviste

Chi Sei? Cosa Fai? 1 Fiorino! Oggi Vi Presentiamo…

Carolina Lucchesini e Goffredo D’Onofrio, fondatori di .puntozero, futuri comunicatori dell’anno sulla copertina di Time. 😉

Chi siete, cosa fate, 1 fiorino!
Ci chiamiamo Carolina e Goffredo, classi 1984 e 1983, giornalisti. Due anni fa, abbiamo fondato .puntozero a Torino, un hub che si occupa di comunicazione e giornalismo. Ci piace dire: “Sviluppiamo narrazioni che restano”. E lo facciamo con la comunicazione, con progetti editoriali, con reportage e documentari.

Il vostro rapporto con la comunicazione e le public relations.
Entrambi nutriamo un grande amore per il racconto: parola scritta, video, immagini, relazioni…tutti gli ingredienti che servono per raccontare – bene – una storia ci tengono con gli occhi aperti la notte e ci fanno sognare. Le PR un po’ meno, ma servono.

Se doveste rilasciare l’intervista della vita, che domanda vorreste vi facessero? 
Perché avete lasciato un contratto a tempo indeterminato e una vita “stabile” per seguire il vostro sogno? Saremmo davvero felici di poter pronunciare la frase di Brunori: “La vita è una prigione, che chiudi a chiave tu”.

La prima cosa che vi viene in mente quando diciamo comunicato stampa, cartella stampa, evento?
La prima cosa a cui pensiamo è che tutto, nella comunicazione e nel rapporto con i media, deve essere fatto con una strategia pensata e valutata prima. Altrimenti è spam.

Vogliamo l’aneddoto: raccontate un episodio assurdo, buffo, positivo, negativo del vostro rapporto con la comunicazione/i media…
I momenti più thriller avvengono quando bisogna far capire ai clienti il valore della comunicazione. C’è talmente tanta fuffologia in giro, che spesso è complicato fare percepire il lavoro duro dietro “il raccontare una storia”. Invece, i momenti buffi sono quando dobbiamo spiegare ai nostri genitori che lavoro facciamo.

Che giornali leggete o programmi di informazione sentite/guardate ultimamente (se lo fate)?
Il nostro mantra è che “bisogna leggere tutto! E non è mai abbastanza”, e ci sforziamo di farlo. Seguiamo molto anche blog/newsletter/gruppi Facebook che approfondiscono tematiche legate al nostro settore.

Perché lo fate???!!! 😉 
Perché “passion lives here”! È la cosa appassionante del nostro mestiere: seguire l’attualità, essere sul pezzo, rintracciare le tendenze, capire come le persone di comportano online. Se non lo facessimo sarebbe impossibile proporre progetti nuovi nel campo editoriale.

La trasmissione, il giornale, il magazine su cui morireste per comparire?
Miriamo alla copertina di fine anno del TIME, ovviamente 😉

Il personaggio, la realtà con cui vi piacerebbe finire sui media, creare una campagna di comunicazione, scrivere un libro (insomma, comunicare).
Una realtà che stimiamo molto è Participant Media: sarebbe bello produrre e comunicare un progetto speciale – un documentario sociale, per esempio – con loro. Un sogno.

Pensi che far parlare di voi o della vostra azienda o dei clienti o delle storie che seguite sui media –  e non solo sui social –  faccia bene al business, ai contatti, alla reputazione…
Sicuramente a tutti questi aspetti insieme. Comunicare quello che siamo e quello che facciamo è fondamentale per aumentare reputazione e possibilità di business. Ma siamo anche convinti che occorra affiancare una buona strategia commerciale, alla vecchia maniera, per crescere.

Un lato positivo e uno negativo di essere esposti sui social.
Il lato positivo è sicuramente quello di far conoscere la propria attività anche con budget molto ridotti. Il lato negativo è che i social sono un luogo che va controllato e gestito, dove spesso i progetti di qualità sono meno comunicabili di altri più “pop”. Ma è, appunto, l’essenza dei social e bisogna adattarsi.

Il vostro social preferito o ritenuto più utile e perché?
Non lo definiremmo “preferito”, però Facebook è indubbiamente il social più capace di rispondere alle nostre esigenze. Il più completo e versatile su cui comunicare online. E poi, ormai, “s’è mangiato l’internèt”, quindi è impossibile farne a meno.

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